Pizza, pane e co.

L’evoluzione della mia pizza in teglia

Dall’ultima ricetta di pizza pubblicata sul mio blog é passato un pó di tempo, ma io ho continuato a sperimentare, ad imparare e a provare sempre nuove miscele di farine e diversi metodi di impastare.  Adoro impastare e quando vedo la pizza lievitare e le bolle di lievitazione che si formano mi commuovo; quando la lievitazione é completa mi perdo a guardare la maglia glutinica e ne sono affascinata. Penso che tutta questa ammirazione e dedizione per la panificazione abbia radici lontane e profonde in me perché la famiglia della mia nonna era ed é una famiglia di panificatori professionali; esiste ancora il forno dei genitori di mia nonna, in cui lei é cresciuta e dove ha imparato a fare il pane; una tradizione che si é tramandata nel corso delle generazioni e che credo sia arrivata anche a me.

Io ho imparato a mettere insieme acqua, farina e lievito guardando mia mamma impastare la pizza e seguendo anche i consigli di mia nonna; i movimenti delle mani che impastano li ho imparati guardano mia mamma e negli anni ho cercato di evolvermi acquisendo un nuovo modo di impastare e che ultimamente mi sta dando grandi soddisfazioni. Finalmente anche in cottura sono riuscita a mantenere le celle di lievitazione; per me é un successo!

Di questo devo ringraziare alcuni maestri pizzaioli che seguo con ammirazione e dai quali cerco di imparare la tecnica e l’impasto.

Cerco sempre nuove farine macinate a pietra privilegiando sempre la qualità perché si sa, fa la differenza, e la lunga lievitazione.

Questa pizza è sofficissima, saporita, leggera ed è di un buono che non avete idea!! Abbinateci una birra ghiacciata, la giusta compagnia e il gioco è fatto!! 😀

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INGREDIENTI (3 pizze da 6 pezzi)

900gr di farina Petra 1
100 gr di farina di farro integrale
700-750 gr di acqua a 25 gradi
20 gr di sale
20 gr di olio extra vergine di oliva
40 gr di lievito madre in polvere biologico Antico Molino Rosso

CONDIMENTI

Treccia di mozzarella tagliata a fette sottili e messa a scolare l’acqua in eccesso a temperatura ambiente per 8 ore

150 di stracciatella di burrata

60gr di fave fresche sbucciate, private della membrana esterna e saltate in padella

6 fiori di zucca spadellati insieme alle fave

Salsa di pomodoro bio

Sale

Olio evo

Origano siciliano

Olive taggiasche

PROCEDIMENTO
-Mettete nella planetaria con il gancio, la farina e il lievito; mescolate bene e un pó alla volta a velocità 2 aggiungete 700 ml di acqua tiepida. Se serve aggiungete a filo altra acqua fino a che avrete un impasto morbido e appiccicoso.
-Quando l’impasto comincerà ad incordare spegnete la planetaria e  lasciate l’impasto grezzo a riposare a temperatura ambiente per 30 minuti in modo da favorire l’autolisi, un processo durante il quale  la farina viene pienamente idratata e inizia lo sviluppo della maglia glutinica.
Grazie all’autolisi, e’ necessario un minor tempo di impasto ed è molto più facile impastare a mano; inoltre, migliora l’elasticita dell’impasto, si ha un aroma migliore (sembra di essere in una pizzeria!) e un’alveolatura ben pronunciata.

-Terminata l’autolisi, azionate la planetari a velocità, aggiungete il sale e infine l’olio; mescolate per 2-3 minuti e trasferite l’impasto sul piano di lavoro e cominciate a fare le pieghe a portafoglio. Impastate per 10-15 minuti e infine fate delle pieghe a raggio per chiudere l’impasto a palla.
-Mettete la palla di impasto a riposare in frigo per 24 ore in una boule coperta con pellicola.
-Il giorno successivo togliete dal frigo l’impasto 4 ore prima di stenderlo e cuocerlo. Andrà a temperatura ambiente e lieviterá ancora.
-Per stendere l’impasto aiutatevi con l’olio sul piano di lavoro (basta un cucchiaio) in modo da rendere l’impasto più facile da lavorare e stendete con molta delicatezza già sopra la carta forno; utilizzate i polpastrelli partendo dal centro e andando verso l’esterno. In questo modo non andrete a rompere le celle di lievitazione che in cottura si gonfieranno creando delle camera d’aria che daranno all’impasto leggerezza e morbidezza.

Condite come più vi piace la vostra pizza. Io ho utilizzato questi abbinamenti:
-margherita con Treccia di mozzarella, pomodoro fatto in casa e origano siciliano;
-bianca con olive taggiasche e origano;
-fave, fiori di zucca, stracciatella di burrata e pepe come se piovesse.

Buona cucina a tutti!
Julia C.

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Primi piatti

Ricetta vegan: Tagliatelle ai ceci

Adoro i ceci e i legumi in generale; li mangio almeno due volte in settimana e da poco ho scoperto la farina di ceci. La uso per la farinata, per la piadina di ceci e orzo, e condisco entrambe con verdure di stagione saltate in padella, olive, sesamo e capperi (se si accompagnano bene con le verdure che utilizzo). Tutte queste pietanze che ho elencato sono due piatti unici ideali per una cena leggera, dietetica e sana, ma anche vegan pur non dimenticando alcun elemento nutritivo.

Le tagliatelle che vi propongo sono preparate con un parte di farina di ceci, una parte di farina di farro bianca, una parte di semola e sono prive di uova (la ricetta le prevedeva, ma io le ho omesse perchè amo di più la pasta povera e rustica; prendete come esempio anche i pici toscani fatti solo con acqua e farina magari conditi con un buon sugo avvolgente e saporito; io ho già l’acquolina in bocca!). Si sposano bene sia con sughi saporiti e corposi sia con sughi più leggeri; ad esempio: pomodorini infornati conditi con origano, pan grattato, olio, sale, pepe e peperoncino, crema di zucca e ricotta affumicata grattuggiata o provola a scaglie, sughi con salsiccia e pomodoro (per i carnivori), con porcini saltati in padella e passati due minuti su una griglia e spolverizzati con prezzemolo tritato..insomma, avete l’imbarazzo della scelta 😀

ceci1 ceci2 ceci3 INGREDIENTI (PER 4 PERSONE) 130 gr di farina di farro bianca 90 gr di farina di ceci 45 gr di semola 100-150 ml di acqua (a seconda di quanta ne chiama la farina) PROCEDIMENTO

-A mano o con l’impastatrice: impastate gli ingredienti, formate una palla (non deve essere appiccicosa; aggiungete prima 100 mL di acqua, impastate e vedete se ne serve ancora; aggiungetela molto gradualmente impastando) e fatela riposare in frigo per un’ora.

-Prendete la palla, tagliatela in piccoli pezzi e stendeteli sottili a form di rettangolo; mi raccomando di coprire sempre la pasta che avanzate altrimenti si secca e diventa impossibile da stendere.

-Prendete la macchina per la pasta e fate le tagliatelle; si possono fare anche a mano in questo modo: dividete in due la palla di pasta e stendete una sfoglia sottile, arrotolatela su se stessa e affettate il rotolo ottenuto a fette di 1 cm di spessore.

-Disponete le tagliatelle su un tagliere di legno coperto con strofinacci su cui avrete prima spolverizzato la farina; fatele seccare (in genere ci vuole un giorno) e poi cuocetele e conditele con il sugo che più vi piace.

Buona cucina a tutti!

Julia C.

Antipasti · Pizza, pane e co.

Filone soffice al kamut

Adoro impastare e osservare come la lievitazione faccia diventare gonfi e soffici la pizza e il pane che preparo. Adoro mettere letteralmente le mani dentro l’impasto e “massaggiarlo” con amore tanto che alle volte mi capita di ritrovarmi a parlargli (no non sono pazza!!). Impastare acqua, farina, lievito è per me un esercizio di totale relax e quando un pane o la pizza sono in lievitazione resto li in trepida attesa come una bambina. Penso che questa passione e dedizione per la lievitazione mi sia stata donata da mia nonna perchè proviene da una famiglia di panificatori da generazioni; alle volte anche a lei viene nostalgìa e ha il periodo in cui in casa sforna pane dalla mattina alla sera per settimane! Chi mi ha insegnato è stata invece mia mamma appassionata quanto me.

Non sono una fan del lievito di birra in cubetti (per intenderci quello che si trova nel banco frigo dei supermercati) o di quello liofilizzato o istantaneo (vade retro!!), delle ricette che prevedono un intero cubetto e che hanno tempi di lievitazione limitati (una o due ore); sono convinta che bisogna dare tempo al lievito di fare il suo corso e solo così si ottengono impasti soffici, digeribili e non acidi. Io sono per la lievitazione di almeno 24 ore e voglio sperimentarla anche più lunga!

Vi propongo un filone di pane soffice al kamut ideale per antipasti (più sotto vi do un’idea), per la colazione con marmellata o una buona crema di nocciole e per preparare ottime merende per i vostri bambini. Io per esempio l’ho tagliato a fette e messo in congelatore; al bisogno tiro fuori le fette che mi servono e in due minuti di forno o tostapane sono pronte,

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INGREDIENTI

300 gr di farina di kamut

200 gr di farina Petra 1

due cucchiaini da caffè di lievito secco naturale attivo biologico

due cucchiaini di zucchero

un cucchiaio di olio

8 gr di sale

350 mL di acqua

PROCEDIMENTO

-Sciogliere il lievito e lo zucchero in 150 ml di acqua tiepida e lasciar riposare per 10 minuti.

-Nel frattempo pesate e mescolate le farine azionando lentamente la planetaria.

-Quando il lievito sarà pronto aggiungetelo a filo all’impasto con la planetaria in movimento; dopo che il lievito sarà ben amalgamato aggiungete la restante acqua (200 Ml); se l’impasto è troppo compatto aggiungete gradualmente pochissima acqua; deve avere una consistenza morbida ma soda.

-Aggiungete il sale e il cucchiaio di olio. Impastate nella planetaria per 6-7 minuti.

-Mette l’impasto sul piano di lavoro e lavoratelo per altri 6-7 minuti; se dovesse risultare un pò appiccicoso ungete bene le mani con dell’olio.

-Fate lievitare per 24 ore in una terrina coperta con pellicola e messa al buio (io ho coperto con uno strofinaccio; non si formerà una crosta troppo dura in cottura); mettete in frigo durante la notte. Il giorno successivo tirate fuori l’impasto dal frigo, ma prima di lavorarlo aspettate che si scaldi un pò (due-tre ore).

-Date all’impasto la forma di filoncino e cuocete a 210°C per 25 minuti.

-Una accortezza: create un ambiente idoneo alla cottura del pane inserendo nel forno una pirofila piena di acqua; creerà vapore all’interno del forno e impedirà la formazione di una crosta tenace.

-Il pane è pronto quando è bello dorato e fa un rumore sordo se lo toccate con un mestolo sul fondo.

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Ecco qui una idea per un antipasto di stagione sfizioso e semplicissimo: crostone con finferli e dobbiaco di montagna

Se non vi piacciono i finferli sostituiteli con altri funghi come i porcini o i chiodini.

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Buona cucina a tutti!

Julia C.

Colazione/Merenda · Pizza, pane e co. · Ricette vegetariane

Ricetta vegan: Pan brioche vegan

Ecco la versione vegan del pan brioche classico che trovate qui che ho voluto ideare per accontentare tutti e per convincere anche i più convinti che la cucina vegan può essere ed è deliziosa!

Questo pan brioche nel giro di tre colazioni è terminato e mio marito mi chiede: ma quando lo rifai?! Era buonissimo!

Eh eh..son soddisfazioni 😀

Il an brioche vegan è ideale non solo a colazione, ma come base per degli ottimi panini, per abbrustolirlo e condirlo con qualche pesto di stagione (come quello al basilico, alla rucola o il classico siciliano che preparo con pomodori secchi, olive taggiasche, mandorle e parmigiano). Il sapore è molto delicato, quasi neutro ed è molto leggero perchè non vi è alcun derivato animale, ideale quindi per chi soffre di intolleranza al lattosio o alle uova. In questo periodo sperimento la cucina vegana e devo dire che mi sta dando ottimi risultati! Per esempio ieri sera ho preparato una buonissima piadino con farina di ceci, farina di orzo integrale impastate con acqua invece che con latte e le ho accompagnate da un mix di verdure di stagione saltate in padella con capperi, olive taggiasche e basilico; davvero buonissime, ma non ho fatto a tempo a fotografarle, ce le siamo spazzolate!

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INGREDIENTI

Per il lievitino:

200 ml di latte di riso

due cucchiaini da caffè di lievito secco di birra biologico

due cucchiaini da caffè di zucchero

40 gr di farina 00 (io ho usato Petra 1 per pane e dolci lievitati)

10 gr di miele o malto

Per l’impasto:

260 gr di farina 00 (o come me Petra 1)

200 gr di manitoba

10-12 cucchiai di acqua

50 gr di olio EVO

10 gr di sale

PROCEDIMENTO

Per il lievitino:

-fate intiepidire il latte di riso e mettetelo in una ciotola in cui avrete già messo il lievito e lo zucchero; aggiungete il latte di riso un pò alla volta e mescolate in modo da amalgamare bene il lievito e lo zucchero.

-aggiungete i 40 gr di farina e il miele; mescolate molto bene.

-Coprite con la pellicola e lasciate lievitare per 1 ora.

Per l’impasto:

-mescolate le due farine e mettete nella ciotola della planetaria (utilizzate il gancio per impastare).

-trascorso il tempo di lievitazione del lievitino, mettetelo al centro delle farine; unite 10 cucchiai di acqua, l’olio e il sale che metterete da una parte lontano dal lievito.

-Iniziate ad impastare a bassa velocità e poi man mano aumentate; se l’impasto è granuloso e non amalgama bene aggiungete 1-2 cucchiai di acqua o comunque fino a che l’impasto ne prende.

-Finite di impastare sul piano di lavoro per almeno 10 minuti.

-Fate lievitare coperto da pellicola in una ciotola per 7-8 ore.

-Trascorse le ore di lievitazione prendete l’impasto, sgonfiatelo e formate un rettangolo; dividete l’impasto in tre parti uguali e formate una treccia.

-Mettete la treccia in uno stampo a cassetta o su una leccarda coperta da carta forno, coprite con la pellicola e fate lievitare per altre due-tre ore o comunque fino a raddoppio abbondante del volume.

-Cuocete in forno a 180°C per 30-35 minuti a seconda del vostro forno.

-Sformate e fate raffreddare completamente.

Con questa ricetta partecipo al contest di VeganChef88: Wanted recipe 2° contest di cucina vegan

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Buona cucina a tutti!

Julia C.

Finger food · Pizza, pane e co.

Grissini rustici semintegrali

Quando qualcuno viene a cena a casa nostra voglio sempre preparare qualcosa di nuovo, voglio sperimentare e mi piace farlo soprattutto con i dolci e i lievitati. Per esempio per il compleanno di mio marito mi sono davvero sbizzarrita e a detta dei nostri amici ho superato me stessa; ho infatti preparato delle bombe di pasta di patate fritte (prima o poi vi darò la ricetta..prima devo riuscire a trattenere gli ospiti dal mangiarle così posso fotografarle eh eh :-D), le ciabatte semintegrali con pomodorini datterino e olive taggiasche, la fougasse (vedi qui la ricetta), la stria (anche di questa promesso che vi do la ricetta prima o dopo), la focaccia con metodo Petra (strepitosa!!!!!) e infine un dolce davvero magnifico: tripudio di fragole, crema pasticciera al cioccolato bianco e meringhette per decorazione (ho preparato un biscuit di pan di spagna e ho composto tre strati con crema pasticciera e fragole; ho poi decorato e ricoperto il dolce con panna montata, le fragole e le meringhette che ho preparato io).

La ricetta che vi propongo oggi l’ho ideata per degli amici che sono venuti a cena domenica scorsa e l’ho proposta per l’aperitivo insieme a olive piccantine, olive nere condite, pesto di pistacchi, persto di anacardi e curry, ed infine parmigiano e salsina alle pere di accompagnamento.

Si tratta di grissini rustici semintegrali che potete tuffare in salsine, pesti, ma servire anche con del buon prosciutto crudo.

Volete l’idea per pasquetta? Preparate i grissini il giorno prima e conservateli in un luogo asciutto e ben sigillati; il giorno di pasquetta arrotolatevi intorno del buon prosciutto crudo e serviteli all’interno di un portamestoli di vimini o di legno vintage magari avvolti in un bel tovagliolo a quadrettoni; faranno un bellissimo effetto country chic!

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INGREDIENTI (circa 30 grissini)

200 gr di farina 0 di farro

200 gr di farina Petra 9

40 mL di olio extravergine di oliva

20 grammi di lievito madre di farro in polvere

5 gr di sale

300-350 mL di acqua tiepida

PROCEDIMENTO

-Pesate le farine, mescolatele bene e poi pesate il lievito. Mescolate molto bene.

-Pesate il sale e tenetelo da parte.

-In planetaria con il gancio iniziate a mescolare le farine e un pò alla volta aggiungete 300 mL di acqua; successivamente, quando il composto è ancora grezzo, aggiungete il sale e a filo l’olio. Se vedete che manca acqua aggiungetela per gradi fino a che otterrete un impasto elastico e omogeneo.

-Finite di impastare sul piano di lavoro per almeno 10 minuti e fate riposare in una ciotola per almeno 6-8 ore; ricoprite la ciotola con la velina e lasciatela fuori dal frigo.

-Finito il tempo di lievitazione riprendete l’impasto e stendetelo in una sfoglia di un centimetro circa di spessore; ricavate tante striscioline di un cm di larghezza e lunghe quanto volete. Se l’impasto risulta un pò appiccicoso utilizzate della farina di farro per stenderlo e lavorarlo.

-Fate cuocere prima 10 minuti a 200°C e poi 15 minuti a 170°C; regolatevi con il tempo sulla base del vostro forno.

Buona cucina a tutti!

Julia C.

Colazione/Merenda · Pasticceria

Tatin soffice soffice alle mele caramellate all’arancia e nocciole

Amo le tatin o torte rovesciate perchè mi hanno sempre trasmesso una certa curiosità. La classica tarte tatin, originaria della pasticceria francese, è preparata con mele caramellate nel burro e nello zucchero ed è nata per caso. Nella mia versione non utilizzo la frolla come dovrebbe essere secondo la ricetta originale, ma un impasto simile ad uno sponge cake che risulta morbido, delicato nel sapore e assolutamente squisito. E’ adatta per una merenda o colazione gustosa accompagnata da una buona tazza di thè magari per un thè pomeridiano con le amiche o da una tazza di latte fresco per la merenda dei vostri bimbi e perchè no per concedervi un momento di dolcezza. Si può anche servire come dopo cena accompagnata da una pallina di gelato alla vaniglia, alla crema…

La ricetta è molto semplice ed è mini: intendo che rispetto alla ricetta iniziale ho dimezzato le dosi per poter fare una tortina da mangiare a colazione: immaginate iniziare la giornata con una bella fetta di questa torta? Viene per forza il sorriso!!

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INGREDIENTI (6 PORZIONI)

120 gr di farina

2 uova

140 di burro

il succo di una arancia naturale non trattata

150 gr di zucchero

una mela più una metà

40 gr di nocciole

un pizzico di sale

i semi di una bacca di vaniglia

mezza bustina di lievito

PROCEDIEMNTO

-Spremere l’arancia emettere da parte il succo.

-Lavare, sbucciare e tagliare sottilmente le mele e aggiungervi un pò di succo di arancia per non farle annerire; circa un cucchiaio.

-Mettere il succo di arancia rimanente in una casseruola con 50 gr di zucchero e 20 gr di burro; con movimenti rotatori della casseruola mescolare bene lo zucchero con il succo di arancia; cuocere su fiamma bassissima fino a che lo zucchero si è sciolto.

-Aggiungere le mele e cuocere a fiamma bassissima per 5 minuti. Spegnete il fuoco e lasciate raffreddare le mele. Prelevate il succo in eccesso e tenetelo da parte.

-Setacciate la farina con il lievito e tenete da parte.

-Montate a crema, con la planetaria, il burro con lo zucchero rimanente e la vaniglia.

-Aggiungete un uovo alla volta alternando con un cucchiaio colmo di farina; unite la farina rimasta e a filo, sempre mescolando con la planetaria, il succo di arancia con lo zucchero.

-Deve risultare un composto chiaro e ben gonfio.

-Tritate grossolanamente le nocciole.

-Prendete uno stampo a cerniera di 20-22 cm di diametro e posizionate sul fondo le mele in modo da coprire bene tutta la superficie; unite poi le nocciole e il composto preparato.

-Cuocete in forno già caldo a 180°C per 20-25 minuti. Per capire se è cotta utilizzate il trucco dello stecchino.

-Lasciate raffreddare bene la torta e sformatela con delicatezza; capovolgetela con cura sul piatto che avete scelto e gustatevela come più vi piace.

Buona cucina a tutti!

Julia C.

Antipasti · Finger food · Ricette vegetariane

Frittelle di porri

Questa ricetta è un comfort food davvero straordinario. Mia mamma mi ha raccontato che mangiavo le frittelle di porri già a due anni e ieri quando le ho mangiate dopo anni e anni ho ricordato dal solo profumo emanato dalla loro cottura, quanto sono squisite e delicate! Il porro diventa dolcissimo, croccante e si scioglie in bocca. La pastella è morbida, saporita e sfiziosa. Una frittella tira l’altra!

Certi sapori e profumi fanno tornare indietro nel tempo ed è bello riscoprirli dopo tanto tempo; ci si sente a casa e personalmente mangiare qualcosa che ha il sapore del ricordo mi emoziona, mi mette allegria e mi fa pensare che, alle volte, fa proprio bene all’anima e al cuore tornare indietro nel tempo, soprattutto quando è il cibo a permetterlo.

Tra l’altro questa è una ricetta carica di ricordi, ereditata da mia mamma da una sua cara amica, che l’ha lasciata molto giovane. Incredibile come delle semplici frittelle di porri siano una parte della propria vita, proprio perchè legate a dei bei ricordi, a dei bei momenti passati con le persone care e a dei momenti di convivialità attorno ad un tavolo a gustarle!Eh si…perchè loro due erano “pappa e ciccia”!!!

Le dosi sono arbitrarie, a occhio, ma è anche il bello di questa ricetta; creata così..senza troppo pensarci su!! Ah..sono ottime anche le frittelle di carciofi, precendentemente spadellati oppure se usate le castradure basta tagliarle sottilissime.

Sono ideali come stuzzichino prima di un pranzo, una cena o ad un buffet. Andranno a ruba! Tutti vi diranno: “ma ce ne sono ancora? Sono già finite?!”.

Se volete adattare la ricetta per celiaci è sufficiente sostituire la farina classica con quella di riso.

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INGREDIENTI

uova

2 cucchiai di farina per ogni uovo (40 gr)

parmigiano grattuggiato

un pizzico di bicarbonato

latte

porri

olio di oliva e olio di semi di arachidi

PROCEDIMENTO

-Togliete le radichette e la parte superiore ai porri; levate la prima foglia che è sempre un pò più dura e rovinata; tagliate a metà e lavate bene. Tagliate le metà ottenute a piccole pezzetti di un cm circa.

-Preparate la pastella come segue: un uovo, un cucchiaio di farina, parmigiano (ad esempio due-tre cucchiai), il bicarbonato e latte quanto basta ad ottenere una pastella densa ma non troppo. Se la pastella vi sembra liquida aggiungete ancora uno o due cucchiai di farina.

-Mescolate bene i porri alla pastella; non preoccupatevi se non avvolge completamente i porri, avrete comunque il risultato come in foto.

Per friggere:

-mescolate l’olio d’oliva e quello di arachidi; devono esserci almeno 3-4 centimetri di olio nella pentola. Fatelo scaldare bene; per verificare se è ben caldo immergete un mestolo di legno nell’olio e se si formeranno subito delle bollicine attorno al mestolo, l’olio sarà caldo.

-prendete con due cucchiai un pò di pastella e immergetela nell’olio; attendete che sia ben dorata e asciugate su carta assorbente delicatamente.

-servite caldissime.

Con questa ricetta partecipo al contest di Colors & Food dal tema: Bianco, Inverno e Comfort food

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Buona cucina a tutti!

Julia C.

Pizza, pane e co.

Pagnotta al farro

Ultimamente in casa utilizzo molto il farro. L’ho riscoperto in viaggio di nozze e precisamente durante la nostra permanenza a New York; in questo momento…ricordando…mi scende la lacrima per la nostalgia, ma sale anche l’ansia…quella che fa venire una stretta allo stomaco..quella che rende vivi e che ogni tanto è dovuta a qualcosa di positivo…l’ansia e la voglia irrefrenabile che sia già agosto quando..rullo di tamburi….torneremo in America!!!La nostra America!! Un altro sogno che si realizza. Un altro viaggio da mettere nel cassetto dei ricordi, ma che prima è tutto da vivere!

Ritornando al farro, volevo puntare l’attenzione su questo cereale favoloso in tutte le sue forme (a New York abbiamo mangiato un memorabile farrotto con broccoli e parmigiano cucinato come un risotto): farina, pasta, naturale ecc. Si adatta a qualsiasi tipo di preparazione.

Nella mia ricetta ho utilizzato la farina di farro e il lievito madre di farro biologici per preparare una pagnotta davvero squisita. Ho utilizzato la ricetta riportata dietro la confezione della farina modificando solo i tempi di lievitazione; il resto l’ho eseguito alla lettera.

Questa pagnotta è adatta per la colazione, come accompagnamento per un’insalata, per fare “scarpetta”, per bruschettone e crostoni ecc.

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INGREDIENTI

500 gr di farina di farro

300 mL di acqua tiepida

mezzo cucchiaio di miele (millefiori o di tiglio)

8 gr di sale

un cucchiaino di olio EVO

40 gr di lievito madre in polvere di farro

PROCEDIMENTO

-Mescolate la farina con il lievito in una terrina.

-Versare l’acqua in una ciotola e aggiungere gradualmente un pò di farina (con la planetaria usate il gancio); appena si sarà formato un piccolo impasto aggiungete il miele, l’olio e mescolate molto bene. Aggiungete man mano il resto di farina.

-Per ultimo aggiungete il sale.

-Continuate a impastare fino a che avrete un composto omogeneo. Rovesciate l’impasto sul piano di lavoro e impastate col palmo della mano per almeno 10 minuti.

-Mettete l’impasto in una ciotola e coprite con pellicola.

-Fate lievitare dalla sera prima alla sera successiva. La sera prima mettete l’impasto in frigo e la mattina successiva tiratelo fuori.

-Quando riprendete l’impasto formate una pagnotta e posizionatela sulla griglia del forno rivestita di carta forno (io ho notato che sulla griglia, rispetto alla teglia del forno, il pane cuoce meglio e in modo più uniforme).

-Accendete il forno a 220°C inserendo una pirofila con acqua. Si creerà un ambiente adatto per la cottura del pane e la crosta non diventerà troppo dura e spessa. Quando infornate il pane abbassate a 200°C e cuocete per 30-35 minuti. Il pane dovrà essere di un colore dorato.

-Prima di servirlo fatelo raffreddare completamente in modo che perda l’umidità interna  e si asciughi per bene.

Io l’ho servito tagliato a fette sotto forma di crostone con scamorza calda e zucca spadellata profumata al timo. una goduria! Un altro abbinamento? Stracchino e radicchio trevigiano spadellato.

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Buona cucina a tutti!

Julia C.

Colazione/Merenda · Pasticceria

Frolla con marmellata di arance homemade

Una ricetta nata in una serata in cui avevo voglia di qualcosa di dolce che mi facesse sentire il calore di casa e nella quale il mio maritino mi aveva detto che desiderava qualcosa di buono per rincuorarlo dopo una giornata pesante al lavoro..oltre alla mia presenza ho voluto preparagli una tortina che lui adora. Semplicissima ma rinfrancante!

Si tratta di una crostata (senza uova) con la marmellata di arance preparata dalla sua mamma (ovvero la mia neo suocera, ufficialmente). E’ venuta strepitosa, sembrava uscita dal forno di una pasticceria. Rispetto alle solite frolle che preparo ho utilizzato un’accortezza negli ingredienti e devo dire che ne vale proprio la pena. Vi svelerò poi di cosa si tratta!

Ma c’è una cosa fondamentale: è rustica, vera e personalmente mi riporta indietro nel tempo..a quando la mia mamma mi preparava le sue favolose crostate (da qualcuno avrò pur preso o no?! Eh eh..) con qualsiasi tipo di marmellata e crema (la migliore? quella con la marmellata di fragole..una droga per me).

Anche il piatto in cui ho servito la crostata ha la sua storia: deriva da un servizio di piatti della nonna di mio marito. Sono decisamente vintage  😀

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INGREDIENTI (PER UNA TORTIERA DI 22-24 CM DI DIAMETRO)

200 gr di farina 00

120 gr di burro

60 gr di zucchero

un cucchiaio di acqua

due cucchiaini da caffè di vaniglia (vera!!) in polvere biologica (questa quantità dà un fantastico sapore non invasivo di vaniglia che si sposa benissimo con le arance)

mezza bustina di lievito (e qui la mia accortezza)

un vasetto di marmellata di arance

PROCEDIMENTO

-Preriscaldate il forno a 180°C.

-Disponete su una spianatoia la farina a fontana precedentemente mescolata al lievito e alla vaniglia , mettendo al centro lo zucchero, il burro a pezzetti e l’acqua.

-Lavorate gli ingredienti fino a quando l’impasto si sarà compattato. Stendete la frolla nella tortiera, bucherellatela bene con una forchetta e riponetela in frigo a riposare per almeno 30 minuti. Tenete da parte da parte un pò di impasto per fare le striscioline da mettere sopra la marmellata. Stendete bene questo impasto sopra un foglio di carta da forno. Poi vi sarà più facile tagliare le striscoline.

-Trascorsi i 30 minuti di riposo tirate fuori dal frigo la tortiera e mettete la marmellata sopra la frolla. Posizionate le striscioline come più vi piace.

-Infornate per 30-35 minuti a seconda del vostro forno.

-Prima di togliere la frolla dalla tortiera fatela raffreddare completamente.

Buona cucina a tutti!

Julia C.

Pizza, pane e co.

La fougasse e un salto nella romantica Parigi

Chi non ama Parigi e l’atmosfera magica che la pervade… Io non ci sono mai stata, ma per me è unica comunque.

La ricetta che sto per proporvi ricorda le profumate e golose boulangerie   parigine e l’ho vista preparare per la prima volta da Lorraine Pascal; purtroppo non avevo fatto in tempo a scrivere la ricetta, ma mi era rimasta impressa. A dire il vero tutto ciò che tocca e descrive Lorraine diventa incredibilmente favoloso. E’ un’altra Nigella, un’altra Signora del cibo.

Ho ritrovato la ricetta in una rivista di cucina e mi si sono illuminati gli occhi; l’ho provata subito e ho apportato alcune modifiche sulla lievitazione: a mio parere i tempi che suggeriscono sono sempre troppo brevi. Riprovandola più volte ho anche modificato il ripieno e ho capito che si può farcire come si vuole; ha un solo difetto: diventa sempre più buona!!!!!

La fougasse è perfetta da tagliare a fette e mangiare davanti alla Tv, con gli amici in una serata d’inverno, ma è anche uno spuntino ricco e soddisfacente. Provatela, non ve ne pentirete!!!! Ha il sapore di rustico, di comfort food, di casalingo…

fougasse

 

Con questa ricetta partecipo al contest di La cucina delle streghe: “Comfort food- I cibi che ti coccolano”

 

contestLacucinadellestreghe

INGREDIENTI (6 PERSONE)

350 gr di farina manitoba

150 gr di farina 0

7 gr di lievito di birra secco biologico

un cucchiaino da caffè di zucchero

280 ml di acqua

1 cucchiaio di olio extra vergine d’oliva

1 cucchiaino di sale

Per il ripieno:

4 fette di speck spesse 1 cm

200 gr di asiago o comunque formaggio pasta molle

ingredienti a piacere: largo alla fantasia!!!

PROCEDIMENTO

– Mescolate le due farine nella planetaria. Utilizzate il gancio per impastare.

– Stemperate il lievito in 140 ml di acqua tiepida con un cucchiaino di zucchero (indispensabile!!!!! Il lievito può nutrirsi e attivarsi); mescolate delicatamente fino a che si sarà sciolto bene e lasciate riposare per 10 minuti (la lievitazione ne guadagnerà moltissimo).

– Fatto questo passaggio, unite il lievito alle farine, l’olio, il sale e altri 140 ml di acqua tiepida; azionate a bassa velocità la planetaria e aumentate man mano che si amalgamano gli ingredienti; dovrete ottenere un composto liscio e omogeneo. Se c’è bisogno ancora di acqua aggiungetela molto lentamente e a filo senza spegnere la planetaria. Mettete l’impasto sul piano di lavoro e impastate a mano per 5-7 minuti (anche in questo caso la lievitazione ne guadagnerà tantissimo).

-Riponete l’impasto in una terrina, coprite con pellicola trasparente e fate lievitare per 5-6 ore.

– Passato il tempo di lievitazione, riprendete l’impasto e suddividetelo in due panetti; stendete i panetti uno alla volta e farcite ognuno con il ripieno scelto; farcitene solo una metà  perchè con l’altra dovrete richiudere formando una sorta di grande panzerotto; praticate con una forbice o un coltello dei fori e allargateli con le mani.

-Mettete a cuocere in forno già caldo a 180° per 35-40 minuti.

Per il ripieno:

– tagliate a dadini sia lo speck che il formaggio e farcite la fougasse; finite con un filo d’olio.

Gustatevi la fougasse tipeida. Non potrete più farne a meno!

Buona cucina a tutti!

Julia C.